giovedì 17 luglio 2008

Be happy

Oggi ho affrontato con un amico un argomento serio, intenso e delicato.
Oggi ho affrontato l'argomento felicità.

Il tutto è nato da un stato di insoddisfazione perenne che mi aleggia nella testa. Io non sono abituata a stare ferma, ad attendere, a godere di quello che ho. Io ho bisogno, o per le meno al momento sento la necessità, di muovermi, andare, fare, rincorrere sempre desideri diversi, soddisfare ogni volta differenti emozioni, godere di una cosa dietro l'altra.

Mi è stato chiesto "Preferisci rincorrere 100 desideri diversi o realizzarne 1 solo?". Non ho avuto dubbi sulla risposta. Perchè realizzarne 1 solo e poi ritrovarsi nuovamente a mani vuote, quando posso rincorrerne 100 e provare a soddisfarne più di uno, avendo sempre dopo qualcosa da perseguire?

Ma questo amico mi ha poi detto che "Se la soddisfazione svanisce poco dopo che hai raggiunto l'obiettivo, vuol dire che la felicità non era reale, ma solo illusoria". Quindi vuol dire che non avevo raggiunto il mio vero obiettivo, ma solo un passaggio intermedio.

Allora ho pensato. Pensato, pensato, e ripensato ancora. Qual'è l'obiettivo reale di noi esseri umani? Non è quello di essere, semplicemente, felici? Ma allora, se ci penso bene, io sono già felice. Sono felice quando la mia famiglia è serena. Sono felice quando i miei amici mi vogliono bene e stanno bene con me. Sono felice quando Riccardo mi è accanto. Il mio lavoro mi soddisfa, non chiedo nulla di più. La mia vita mi soddisfa, appieno.

Allora perchè tutte queste domande? Forse perchè la cosa che devo imparare, ora, non è quale obiettivo devo raggiungere, ma come riconoscerlo. E come si fa a sapere quando il proprio obiettivo è stato raggiunto? Semplicemente VIVENDO.

"Vivi e basta. Non cercare di specificare, di rimarcare, di trovare perennemente soluzioni. Non mettere sempre tutto nero su bianco, non dare sempre un nome alle emozioni, alle sensazioni, ai pensieri. Se sei felice come dici, vivi! Invece che pensare a cosa ci sarà, perchè non vedi cosa c'è?".

Quindi ho capito che devo riuscire a mettere in pratica quello che consiglio sempre a tutti: vivi, senza pensare al domani, al come e al perchè. Vivi, punto e basta. Vivi, e sii felice.


Poi, arrivo a casa stasera e inserisco un cd a caso nel computer. Parte la voce di Irene Grandi, prima lentamente, quasi con dolcezza. Poi esplode, in un boato di energia. Quindi a te, amico, e a chi si porrà come obiettivo vivere felicemente, dedico questa canzone:

Io vado
e non torno più.
a dov'è che vai?
Resta qui con noi.

Io vado
 non torno più.
Ma dov'è che vai?
Resta qui con noi.

Io vado.
Io vago.
Io ascolto giù nel bosco,
e mi svago
nell'armadio.

Io vado,
rendo un disco,
io ascolto
e mi svago
nell'armadio.

Son tornata
ma non vorrei star qui.
Ma dov'è che vai?
Resta qui con noi.

Vado e mi svago,
mi tuffo nell'armadio.
Sento fortemente la corrente
che passa una venatura,
mi scorre nella mente pura,
in discesa libera.
Vado e mi svago,
il mare indifferente
accoglie senza accorgersene
L'acqua che si sparge.
Nelle acque
bagna la mia fronte, si distende.

Io vado
venite insieme a me!
Ma dov'è che vai?
Resta qui con noi.

E fiumi azzurri e colline e praterie.
Nella nostra stanza la tua musica c'è
e mi porta via,
via dal tempo nell'immenso
dentro me.

Il coraggio di vivere
adesso c'è!

E fiumi azzurri e colline e praterie
dove c'è la musica e mi porta via
dalla solitudine.
E mi trovo dentro il centro,
verso me.
E il coraggio di vivere adesso c'è!

Il coraggio di vivere
Il coraggio di vivere

Adesso c'è!

(Matra simca rosa - Irene Grandi)

3 appunti di viaggio:

Maffy ha detto...

Grazie, sono FELICE di essere tra i tuoi amici....

Massimo ha detto...

La felicità può essere un "obiettivo"? Si può "perseguire" la felicità?
Per come la vedo io la felicità è uno stato straordinario dell'essere, non certo perché l'ordinario sia distruzione e morte, anzi, ma perché "felicità" è quella magia che più che altro deve accadere per poterla riconoscere; e infatti ogni tanto, più o meno raramente, in effetti la felicità "succede", malgrado noi e i nostri progetti e ci regala il dono di far apparire tutto come in fondo non è realmente, ammantandolo di una luce misteriosa che lascia scorgere solo il bello, il bene, il positivo.. Tutto splende, chissà perché, chissà per come, "diventiamo" felici per poi tornare "sobri". E' questa straordinarietà che rende così preziosa la felicità; se fosse un normale modo di essere diventerebbe per sua natura indistinguibile, si potrebbe solo dire di essere felici oggi per essere stati infelici, o "non felici" prima di allora e non ci sarebbe più la speranza di un qualcosa in più.
Si può essere sereni però, questo si, si può perseguire la serenità e la soddisfazione del vivere, imparando a sopportare le negatività e a godere delle positività, diventando magari sempre più abili a scansare le prime e ad acciuffare le seconde, in attesa che ogni tanto, si spera il più spesso possiibile, felicità ci colga.

Katiu ha detto...

Maffy .. ti ho messo tra i miei amici perche' mi piaci come scrivi, e quello di cui scrivi .. e poi il tuo "misterioso" lavoro mi attira assai!!

Massimo .. credo che la felicita' possa essere un obiettivo. Non tanto inteso come il raggiungimento vero e proprio, materiale, della felicita'. Ma inteso come il raggiungimento di quello stato perenne di gioia che ci possa colmare il cuore. Quello stato in cui, grazie al cuore felice e gioioso, si vede tutto bello e i problemi appaiono meno intensi di quello che sono.