martedì 8 luglio 2008

1408

Michael è uno scrittore. Il suo genere prediletto, quello per cui è nato, per cui vive, è il genere horror. Gira l'America in lungo e in largo alla ricerca di luoghi infestati da fantasmi, di case dove queste presenze sono perenni, di credenze e miti da sfatare.
Perchè Michael, tutto sommato, ai fantasmi non crede. Non esistono, sono solo una fantasia e sono solo storie inventate per spaventare i bambini.

Ma cosa può succedere se, invece che un fantasma, si incontrasse il demone in persona?

La stanza dove alloggia, la 1408, è la stanza demoniaca per antonomasia. Tante persone, molte persone, sono morte in questa stanza, per motivi che nessuno sa ancora spiegare.

E' tutto vero quello che si dice, o è solo frutto di una trovata pubblicitaria del direttore? C'è veramente il demone che si impossessa degli ospiti di questa stanza d'albergo, conducendoli alla morte? O è tutto frutto della mente, della pazzia, degli incubi? Non sono a volte i ricordi che riaffiorano improvvisi che ci portano alla soglia della pazzia? Non sono gli attimi di sconforto, a volte, che ci portano alla depressione? E non è questa, a sua volta, che ci fa pensare alla morte?

Dicono che nei sogni non si può morire. Lo shock ti sveglierebbe. Sarà vero?

Fino a che punto possiamo spingerci per coglierne la differenza. Fino a che punto la nostra mente tollererà il confine tra realtà e sogno. E c'è differenza tra un sogno e un incubo? O l'incubo è solo la nostra realtà che ci perseguita?

Perchè la gente crede nei fantasmi? Perchè questo da loro una prospettiva, la visione di una vita futura.

Ma il futuro è veramente modificabile dagli eventi? La nostra vita è davvero influenzabile dai nostri sogni? O sono i sogni che si adeguano alla nostra vita, e quindi al nostro essere? I fantasmi esistono, i demoni pure e le storielle non sono inventate solamente per spaventare i bambini. E' tutto vero, perchè tutto ciò è creato dalla nostra mente.

Vogliamo mettere in dubbio i nostri stessi pensieri?

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