mercoledì 18 giugno 2008

Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani

Come ho già accennato in qualche post precedente, io leggo sempre i libri che mi vengono donati, e al mio compleanno il mio amico Meo mi ha regalato un testo scritto da Fabio Geda. Il motivo principale per cui la sua scelta sia ricaduta proprio su questo libro credo sia, oltre al fatto che molto probabilmente fosse in offerta, anche perchè gran parte della storia si svolge a Torino.

Si può scappare da un paese, dal proprio paese, per cercare la fortuna altrove? Dove si trova il coraggio per farlo? Dove si trova la forza di lasciare tutto, parenti, amici, famiglia, mogli e figli, per andare centinaia di chilometri lontano? Come si fa?
Eppure, a pensarci bene, si fa. Se il proprio paese non offre nulla, se la propria vita non ha nulla di meglio da donarci che una panchina sotto il cielo stellato, allora tanto vale mettere in una borsa quello che si ha di più caro e partire, andare.

Che tanto, come spesso accade, ci si metterà di mezzo il destino a cambiare le cose. E può così capitare che persone che sembravano gentili, altolocate, importanti, pronte ad aiutare gli altri, pronte a prenderci con sè per offrirci una vita migliore, in realtà vogliano solo approffittarne, solo sfruttarci. E può capitare invece che le persone più diverse da noi, più semplici ma in realtà più ricche di cuore, siano quelle che si faranno in quattro per salvarci la pelle, per darci una mano.

Ma come può Emil, un bambino di 13 anni, capirne la differenza? Come può un bambino capire perchè il proprio padre ha deciso di andar via per cercar fortuna? Come può comprendere il proprio nonno, sparito in una notte qualcunque, lasciando la propria famiglia nel dubbio, per andare in giro per l'Europa a fare spettacoli ambulanti?

Può. Basta prendere un borsone, metterci dentro le cose più care, vestiti, un paio di scarpe, e la collezione di Tex, e partire. Da Torino a Berlino, dalla Francia alla Spagna, alla ricerca della propria vita. Alla ricerca delle proprie radici. Per poi capire che, per affrontare sè stesso, dovrà tornare a casa, in Romania.

Ma Emil questo lo sa, lo ha già messo in conto. Perchè lui, alla fine, è un po' come Tex. Non ha paura della morte, non ha paura della vita. Sa che il deserto ci sarà sempre attorno a lui, e che per sconfiggere i cattivi dovrà viaggiare, fare miglia e miglia a cavallo. E che durante il viaggio, per salvare la propria pelle, dovrà sparare agli indiani.

1 appunti di viaggio:

IVY ha detto...

Anche nella vita di tutti i giorni incontri persone così!
Io li chiamo i lupi travestiti da agnelli!
Ti illudi di poter contare su di loro, che siano persone buone ... e invece ti trovi con delle sorprese!
Altre invece, di cui ti fai un'idea non troppo buona, che non ti ispirano fiducia, invece si rivelano preziose e importanti!