domenica 22 giugno 2008

Gli otto marinai

Ieri mi è stata raccontata una storia. Una storia molto bella a dir la verità, piena di sentimento e di vitalità. Questa novella racconta la vita di 8 marinai e il loro viaggio avventuroso attraverso le acque incontaminate di un mare cristallino.

Il tutto parte da una città dove il mare viene solo visto attraverso gli occhi e i sogni dei bambini, dove le case, le strade e i grattacieli sono contornati da alte montagne ricche di neve, da alberi, da fiumi, ma non dal mare. I nostri otto protagonisti però hanno deciso che il mare, loro, lo volevano assaporare, lo volevano vivere, e volevano sentirne i rumori, i profumi, goderne i colori e le onde.

Capitanati dal marinaio più esperto, lo skipper, salirono in macchina, e partirono alla volta delle coste toscane. Durante il viaggio i loro pensieri erano già altrove, i loro occhi erano già pieni del riflesso del sole e le loro orecchie sentivano già le onde infrangersi contro la barca.

Lo skipper, Emanuele

Parte dell'equipaggio: lo skipper Emanuele assieme ai marinai Silvio, Luca, Lucia, Manuela, Alberto e Andrea

Il marinaretto Riccardo alle prese con il timone

La storia è proseguita con il racconto delle loro avventure, un po' stile "20.000 leghe sotto i mari", o tipo "Il vecchio e il mare" e "Moby Dick". Si sono spinti fino alle coste dell'isola del Giglio, passando da Giannutri e costeggiando la Toscana. Si sono immersi in acque azzurre e limpide, hanno goduto di albe e tramonti, facendo volare i loro pensieri in luoghi lontani e immaginari.

Tramonto marino

Ma durante il racconto ci sono stati anche momenti no, con persone dalla salute instabile, dallo stomaco innervosito e dalla pelle bruciacchiata. Ma la forza del mare, così come la forza della vita e la forza dell'unione di gruppo, ha fatto si che i nostri otto marinaretti non si lasciassero impaurire dalle avversità. E con coraggio, e determinazione, hanno proseguito il loro itinerario raggiungendo il loro obiettivo: la pace interiore e l'allegria del cuore.

Il porto: l'inizio e la fine del viaggio

La morale della storia? Il mare, come la vita, è pieno di imprevisti: onde, vento a sfavore, acque agitate, scogli improvvisi. E questi imprevisti, nel mare come nella vita, vanno affrontati, anche a costo di prendere l'acqua in faccia e di dover litigare col timone per decidere la direzione della barca. Tutto questo perchè, nel mare come nella vita, si possa poi godere di quei momenti di pace e di silenzio, udendo solo lo sciabordare delle onde e il rumore dei nostri pensieri.

7 appunti di viaggio:

ric_da_inf ha detto...

Senza parole!

Alberto ha detto...

Tutto molto bello, voglio tornarci!

Elasign ha detto...

...per la serie "il mare è come la vita"..una volta toccato il fondo non resta che risalire, facendo più attenzione anche alle piccole cose, ai piccoli dettagli e godendo a pieno dei seppur brevi momenti di stabilità..ed anche quel che prima sembrava un progetto 'inaffrontabile', diventa la piacevole scoperta del riuscire, col sostegno 'del gruppo', a mettersi in gioco affrontando le proprie paure e debolezze per scoprire il piacere della natura, dei suoi silenzi, dei suoi meravigliosi colori, la brezza sul viso, il sole che riflettendosi sull'acqua crea giochi di luce con le onde...da qui in poi le parole sarebbero riduttive...

IVY ha detto...

Che bella avventura! Complimenti agli 8 marinaretti e le foto ....... bellissime!

IVY ha detto...

Scusate non resisto .... devo farlo .... un messaggio per Ricky "Mausoleo" ...... e ora me ne vado!

Katiu ha detto...

Ivy ... eheheheh oltre a "mausoleo" dove li lasciamo "gatto delle nevi" o "tiepido" ????

IVY ha detto...

o polo sud????