mercoledì 2 aprile 2008

Umbria

Estate 2006. Vacanze itineranti, come nostra abitudine. Quell'anno siamo approdati un una terra mistica, una terra dove aleggia permanentemente un alone di misticismo, di religiosità perenne. Siamo approdati in Umbria.

Percorso a tappe, visitandola in lungo e in largo nell'arco di una settimana.

Prima tappa: Assisi.

La chiesa di S. Francesco ad Assisi

La città mistica per antonomasia. Qua aleggia un'aria particolare, il tepore che si sente non è dato dal sole, non è data dalla brezza, dagli alberi, dall'afa. E' data dalle preghiere, silenziose, sussurrate. E' data dal continuo pellegrinaggio, dalle migliaia di persone che si uniscono davanti ad un santuario, davanti all'effige di un Santo, di un Uomo, per esprimere i propri timori, le proprie speranze, le proprie paure. San Francesco, e poco più in là Santa Chiara. Fratello sole e sorella luna.

Seconda tappa: Perugia.


La Fontana Maggiore

Ammetto che in questa città ci ero già stata, durante una gita scolastica, ai tempi della terza media, quindi si parla ormai di anni e anni fa. Mi aspettavo di rivivere gli stessi ricordi, le stesse emozioni. Mi aspettavo di rivedere la stessa bella città.

Ed invece mi sono dovuta ricredere. Certo, la piazza principale è di notevole bellezza, la Fontana Maggiore, le Mura etrusche, le Mura medievali. Basterebbero queste a rendere importante questa città. Ma qualcosa non mi ha convinto, qualcosa ha bloccato il mio entusiasmo. Era agosto, le vie erano piene di turisti, italiani, inglesi, francesi, americani. Eppure era tutto chiuso. Chiuso il museo, chiuso il Duomo, chiuse le chiese principali. Ma non dovrebbe essere il contrario??

Terza tappa: Gubbio.
Veduta della città

E' una cittadina da vedere, da visitare. Girare per i suoi viottoli, salire le scalinate fino alla piazza del Palazzo dei Consoli, tornare indietro per discese impervie e arrivare davanti al teatro romano. Ti sorprende, stavolta non per la religiosità presente, ma per i suoi abitanti, perennemente col sorriso stampato in faccia, persone col cuore in mano. Abitanti cordiali, gentili, perfino simpatici.

Ricordo perfettamente una signora, un po' di corsa, con le borse della spesa in mano, che ha avuto però il tempo di fermarsi a fare quattro chiacchiere con noi. E ci ha raccontato la storia della Statua di S. Ubaldo, che inizialmente aveva il volto rivolto verso il centro del paese. Ma durante un terremoto .. si è voltato. E tutt'ora ha il volto rivolto verso il monte Igino. Si è fatto carico della scossa terrena proteggendo i suoi fedeli.

Quarta tappa: Urbino.

Il Duomo di Urbino


E' vero, abbiamo sconfinato. Abbiamo varcato il confine, non solo geografico, che divide Urbino dal resto d'Italia. Città universitaria, città giovane, città di studenti provenienti da ogni parte del mondo. E tutte le facoltà sono qua presenti: economia, farmacia, giurisprudenza, filosofia, sociologia. Uno magari pensa che in una città del genere, dove il 60% degli abitanti ha un'età tra i 20 e i 35 anni, ci sia caos, ci sia rivoluzione, ci sia la classica vita studentesca. E penserebbe sbagliando. Tutto in ordine, tutti rigidi alle regole, tutti impegnati, tutti studiosi. Credo che gli altri atenei italiani dovrebbero prenderne esempio.

Tappe intermedie: cascate delle Marmore e grotte di Frasassi.

La cascata delle Marmore

Le grotte di Frasassi

La natura sorprende sempre. La natura è viva, cresce, si muove, si fa strada anche nei posti più impervi. Corre, rompe, amalgama, trasforma.

Le cascate delle Marmore hanno una forza impensabile, una bellezza stupefacente. Compiono un percorso di circa 165 metri in tre salti, per poi finire avvolte dalla natura, o avvolgere loro stesse la vegetazione con la loro nube, con la loro schiuma.

Le grotte di Frasassi al contrario dimostrano non la loro forza, ma quella della terra, dell'acqua, del vento. Solo la natura può plasmare a suo piacimento la terra. Solo la natura può creare scenari leggendari all'interno di una montagna. Creare stanze, percorsi, far nascere stalattiti e stalagmiti che alla vista sembrano piccolissimi, fissati come stelle in alto all'interno di una stanza enorme, ma in realtà grandissimi, meravigliosi. Per spiegarvi la superiorità di queste grotte, pensate che nella stanza principale potrebbe essere contenuto il Duomo di Milano. Ecco, pensate a questo e avrete la visione d'insieme di cosa può fare la nostra Madre Terra.

Ecco, in una terra dove la religiosità è palpabile, dove la presenza di Dio si sente ad ogni angolo, dove le persone trasmettono gioia e serenità, Gaia ha deciso di mostrare in pieno la sua forza, e di lasciarci due testimonianze della sua vita.

2 appunti di viaggio:

xina ha detto...

Ciao Katiu!
Leggere il tuo blog è come farsi un giro x il mondo!
L'umbria non l'ho mai visitata, ma sono stata alle grotte di Frasassi.
Quello che ricordo è la non consapevolezza della grandezza di queste grotte: ricordo che appena entrati la guida spiegava che nella "stanza" in cui eravamo noi ci sarebbe potuto stare tranquillamente il Duomo di Milano!! (e ammetto di essermi chiesta se non era pazza!)
L'altra cosa che ricordo è...il peso di mio figlio!!
Sì, perchè a metà del percorso di andata (rigorosamente senza passeggino) mi si è addormentato in braccio! 15 kg 15, a peso morto, portati in giro x più di mezz'ora!!! Aiuto! Il giorno dopo avevo le braccia indolenzite!!

ric_da_inf ha detto...

Adesso passo per vanale ... ma le grotte di frasassi le abbiamo pagate circa 26 euro a ingresso ... belle, tutto quello che vuoi ma a me sembrano un po' care , saranno placcate oro internamente ?