mercoledì 16 aprile 2008

Isola di Pag

Ormai è poco più di una settimana che piove. A volte si intravede uno spiraglio di sole in mezzo alle nubi, ma altre volte l'acqua scende a secchiate sul selciato.

Tutta questa pioggia, quest'acqua, questa umidità che ti penetra nelle ossa e che non ti permette di vivere la primavera nel pieno della sua fioritura, tutto questo maltempo mi fa pensare all'estate, alle vacanze. Non tanto al mare (io con l'acqua non vado molto d'accordo), quanto al sole, alla brezza che ti colpisce il viso e ti scompiglia i capelli, alla sabbia sotto i piedi, dentro le scarpe, dentro i vestiti.

Pensando a tutto questo, mi sono rivista a Pag, Quarnaro, Croazia centrale. Estate 2002.

Panorama ghiaioso dell'isola

Com'è fatta l'isola di Pag? Beh, pensate al classico paesaggio lunare, quello che solitamente si vede ai telegiornali o sulle riveste scientifiche. Ecco, avete trovato la risposta.

A Pag non c'è vegetazione, la terra è brulla, ghiaiosa. I campi, su cui non ho ancora capito, a distanza di 6 anni, cosa ci coltivassero, erano perennemente secchi, terra bruciata. L'unica cosa che distingueva un campo dal suo vicino erano i muretti, i confini, fatti di sassi bianchi.

Vista di una spiaggia "brulla" dell'isola


In compenso l'isola è cosparsa in lungo e in largo da saline naturali. La cosa impressionante è che queste saline si riempivano automaticamente con l'alzarsi della marea, quindi verso sera erano riempite d'acqua fino ai bordi (i famosi muretti citati prima). La cosa strana? Era viaggiare in auto in mezzo ad esse. Sembrava di galleggiare, di essere in barca. Non si distingueva più la terra dal mare, l'acqua dal cielo.

Storia? L'isola di per sè non ha una storia da raccontare. La città principale "nasce" a metà del 1400 circa, e le influenze sono sicuramente greche, macedoni, turche, dalmate.


Il turismo stava cominciando ad affacciarsi proprio nel periodo in cui siamo andati noi, quindi per nostra fortuna le spiagge non erano affollatissime, e la vita era abbastanza tranquilla.

Il porticciolo di Pag

La basilica di Santa Marija a Pag


Malgrado tutto questo, l'isola è circondata da un mare cristallino. In alcuni punti i fondali si confondono con le rocce della battigia, e il mare cristallino si confonde con l'azzurro del cielo.

Il golfo di Pag


Un'isola di circa 60 km, a nord di Zara. Un'isola in cui il tempo sembra essersi fermato. Dove le "nonne" del paese indossano ancora abiti neri, e si ritrovano lunghe i viottoli cittadini a ricamare, a preparare i centrini che rendono famosa l'isola nel mondo. Dove il sale secca tutto la vegetazione, dove i fiori e la natura faticano a farsi vedere.

Un'isola al di fuori del mondo, al centro del mare. L'isola di Pag.

2 appunti di viaggio:

bida ha detto...

CIAO KATIU!!!
Eccomi anche qui...
Mi sembra un bel posticino, questo..anche se mi fa tristezza la terra brulla...
Magari loro sono anche abituati..ma a me mancherebbero tantissimo gli alberi..il prato...i fiori..
Anche se il mio amato mare...qui mi sembra proprio BELLO!
Non sono mai andata in Croazia e non so come sia la gente..ma il posto mi ispira bene.

Brava!! Brava katiu!!
Facci viaggiare ancora...
Oggi dove ci porterai??
non vedo l'ora!!
Grazie per il passaggio...

Katiu ha detto...

CIAO DANI !!!
In effetti il posto metteva un po' di tristezza, non c'era un prato fiorito, un albero in fiore, dei colori diversi dal marrone, dall'ocra o dal giallino ..
In compenso l'acqua del mare era di un azzurro cristallino, quasi come il cielo.

Quest'anno, se tutto va bene, andremo sempre in Croazia, però più a sud, nella regione dalmata: lì il verde è assicurato!

Dove ti porto oggi ?? Uhm fammi pensare .. mi sà che il prossimo viaggio che racconterò sarà quello che farò in questo fine settimana .. quindi SORPRESA !!