martedì 25 marzo 2008

Museo della Scienza e della Tecnica

Milano, via S. Vittore, Museo della Scienza e della Tecnologia. Museo "Leonardo Da Vinci".

E' un museo alla portata di tutti, comodo da raggiungere, semplice da visitare, però forse in pochi sanno veramente cosa contiene.
Non contiene solo opere, modellini, plastici, provette e contenitori con liquidi strani, colorati e maleodoranti. Non contiene solo oggetti antichi, reperti storici o mappe e teche da osservare. Ma contiene la storia, la vita, la genialità di un personaggio ancora oggi misterioso, ancora oggi sopra ogni riga, ancora oggi unico. Contiene la vita di Leonardo Da Vinci.

I suoi bozzetti, i suoi studi, i suoi modellini. Oggetti all'epoca impensabili, irrealizzabili. E che invece sono arrivati ai giorni nostri, funzionanti, usati, sfruttati, amati. Ecco, vedere la sua vita e il suo genio in bella mostra dentro un museo, ti fa capire come sia sempre più strano il mondo. Schernito in vita, amato dopo la morte. Deriso in gioventù, ricordato nei secoli.

Ma c'è anche un altro "personaggio" che verrà ricordato nei secoli.

Il sottomarino Enrico Toti

Chi lo avrebbe mai detto che questo "mostro" del mare avrebbe concluso la sua attività in una città dove il mare, a pensarci bene, è raccontato solo sui libri delle biblioteche? Forse nessuno si sarebbe immaginato il viaggio che avrebbe intrapreso questo sottomarino. E' partito dalla Sicilia, da Siracusa, e dopo quasi 90 ore di navigazione ha raggiunto il Veneto, Chioggia.

Qui comincia la sua missione semi-impossibile: risalire il Po, trainato da alcune navi, per raggiungere Cremona, dove ha dato il meglio di sè. Gli sono state aggiunte delle ruote e ha girovagato per le strade della Lombardia, per le vie delle città fino a raggiungere la sua destinazione. Missione compiuta! Strade chiuse, asfalto che non reggeva il peso, semafori e ponti troppo bassi, acqua melmose .. nulla ha fermato questo Re del mare!

Ma un altro Re non è mai stato fermato, o per lo meno, lo è stato poche volte. Ha scalato vette, affrontato avversari temibili, disceso strade impervie, viaggiato sotto il sole e sotto la neve. Solo lui e le sue ruote. Lui e la sua borraccia. Lui, un uomo solo al comando, davanti a tutti, davanti al mondo.

La bicicletta di Fausto Coppi

Fausto Coppi era, è, un mito del ciclismo. Anzi, è il campionissimo. Vincitore di 5 Giri d'Italia, 2 Tour de France, 5 Giri di Lombardia, per non parlare delle Parigi-Roubaix e delle Milano-Sanremo vinte. Campione del mondo nel 1953.

Non ci sono parole per raccontare la vita sportiva di quest'uomo. Per narrare le sue imprese, le sue lotte all'ultimo sprint, le sue salite sotto la neve e i suoi duelli con il nemico-amico di una vita, Gino Bartali. Già, non ci sono parole. Ma le parole non servono, quando a raccontare tutto questo bastano le immagini, le soddisfazioni provate da chi l'ha visto, le sensazioni vissute da chi c'era, e le emozioni di chi, tutt'oggi, porta quest'uomo nel cuore.

2 appunti di viaggio:

Cesare Augusto ha detto...

Impressionanante il sottomarino Enrico Toti...

ric_da_inf ha detto...

A me ha impressionato piu' di tutto come .. 20 / 30 persone riuscivano a stare nel sommergibile per giorni .. Da fuori sembra tanto grande, ma visto dall'interno e' claustrofobico da far senso!!!!!
Comunque molto molto bello, soprattutto anche i documenti di come e' riuscito a passare per i "vicoli" della "Milan city"!