domenica 28 dicembre 2008

Chi dice cosa

La vita è semplice: uccidere ed essere uccisi. Non immischiarsi mai e finire sempre il lavoro.
E' il codice dei sopravvissuti, il MIO codice, e funziona alla grande.
Fino al giorno in cui non ti ritrovi a fare una scelta, la scelta che ti cambia la vita: la scelta tra aiutare qualcuno o scappare e salvarti il culo. Ho imparato una cosa quel giorno: non puoi scappare per sempre.
Peccato che è stato il giorno in cui sono morto.

- Toorop (dal film Babylon A.D.)

sabato 27 dicembre 2008

Buon 2009

Ci siamo. Il conto alla rovescia per l'anno nuovo è cominciato.
Domani partirò. Andrò a fare l'eremita in montagna, assieme a Ricky e ai miei soliti compagni d'avventura, Laura e Luca.

Quindi colgo ora l'occasione per augurare a tutti voi un sereno Capodanno. Non vi auguro nè pace, nè amore, nè serenità: lascio ad altri il compito di farlo.

Vi auguro solo tanta felicità, sia essa dovuta ad una risata, un'amore sbocciato o un'amicizia appena scoperta. Sia essa causata dalla lettura di un buon libro, dall'affetto di un figlio o dall'emozione provata guardando un bel film. Sia essa fiorita dal nulla, o da tutto.

Decidete un po' voi da cosa, l'importante è che siate felici.

Buon anno a tutti voi.


venerdì 26 dicembre 2008

Moonlight

Lo ammetto. Ho passato i giorni delle festività natalizie rinchiusa in casa a guardarmi ininterrottamente un nuovo telefilm, ovviamente con vampiri protagonisti. E, come tutti i telefilm che mi piacciono, ho scoperto oggi che è stato soppresso alla fine della prime serie. Mancanza di fondi? Poco pubblico? Share al di sotto delle aspettative?
Ma insomma! Possibile che a nessuno piacciano le storie dei succhiasangue?!?

Comunque, la trama effettivamente era molto simile ad un altro serial già visto e di cui avevo anche già parlato, Blood Ties.

Protagonista, questa volta, è Mick St. Joan, vampiro quasi centenario che nella vita fa l'investigatore privato. Si ritrova spesso a collaborare con Beth, giornalista di un quotidiano online, fidanzata a sua volta con Josh, procuratore generale di Los Angeles.

Vi siete mai chiesti se un vampiro ami, in realtà, quello che è diventato? Se per caso non lo avesse chiesto, ma lo fosse diventato solo perchè l'ex moglie gli ha voluto fare questo "dono" la prima notte di nozze? In realtà, Mick odia sè stesso, e quello che è. Non può godere del sole, non può assaporare i cibi, non può gustare il vino e, soprattutto, non può fare a meno del liquido rosso, e caldo, che noi umani portiamo con noi.

Ma scoprirà che l'amore che prova per Beth è la cosa più importante. Non c'è sangue, eternità od immortalità che possa anche solo essere paragonato alla sua perdita.

Ci saranno ostacoli da superare, criminali da eliminare e imprevisti da risolvere.

Fidanzati da lasciare, ex mogli da ..ehm .. bruciare, e amici di 400 anni da consigliare.

Tutto per amore. E sempre per amore arriveranno a sfidare, insieme, la prova più grande: la vita eterna. Beth avrà il coraggio di passare il resto della sua esistenza accanto all'uomo che ama ma che vive di tenebre? Mick avrà il coraggio di non chiederle di diventare come lui?

Ma qualcosa nell'ombra ci è sfuggito. Qualcuno indaga sui vampiri della città. Qualcuno li pedina, li segue, li cataloga. Perchè? Chi c'è dietro questo mistero? Non lo sapremo mai, almeno che qualcuno non sponsorizzi la prossima serie...



C'è solo una cosa che separa la vita dalla morte: l'eternità.

(PS: effettivamente io a Babbo Natale avevo chiesto come regalo un vampiro del genere, ma pare se ne sia dimenticato. Dite che se lo chiedo alla Befana ho più probabilità di veder realizzata la mia richiesta?)

giovedì 25 dicembre 2008

Chi dice cosa

Dire sì ad ogni singolo istante equivale a dire sì all'intera esistenza.

- Concerto Negramaro a S. Siro

mercoledì 24 dicembre 2008

Chi dice cosa

Mai arrendersi!
Mai tirarsi indietro!

- Jean Roqua (dal film Never Back Down)

martedì 23 dicembre 2008

Buone feste

Natale si avvicina, sempre di più.
Sento già lo scampanellìo delle campanelle appese al collo delle renne di Babbo Natale, il profumo dei mandarini già pronti davanti al camino da dove farà scendere i regali e il sapore del latte fresco lasciato accanto alla porta per le povere e stanche renne.

Lo so, divento un po' una bambina (o forse in realtà non sono mai cresciuta) e attendo con ansia la mezzanotte del 24 dicembre. Non per pregare la nascita di Gesù Bambino (purtroppo, sono atea convinta), ma per scartare tutti i pacchettini colorati, ed osservare le facce stupite dei miei mentre strappano la carta e tagliano i fiocchetti, mentre leggono i bigliettini e studiano il regalo ricevuto.

E' questa la mia gioia. Non il regalo da aprire, non il biglietto da leggere, ma la sorpresa negli occhi di chi ho accanto.

Mi piacerebbe quindi avere tutti voi accanto a me, per vedere le vostre facce, osservare i vostri sguardi e sorridervi mentre scartate la sorpresa tanto attesa.
Ma non è fattibile, vuoi per distanze di chilometri, di mancanza di tempo o di impegni famigliari.

Allora vi auguro BUONE FESTE da qua, da questa pagina su internet.

Spero che il vostro Natale sia pieno di gioia e felicità, di amore e passione, di risate e allegria, di amici e amanti, di cibo e buon vino. E spero che, in una di queste notti stellate e gelide, ogni vostro desiderio possa, anche solo per un attimo, avverarsi.



Certo, se Babbo Natale si decidesse finalmente a portarmi un vampiro come dico io, sarei anche più contenta ... invece che le solite bottiglie di Coca-Cola!!

lunedì 22 dicembre 2008

Maya, la predestinata

Sono in ferie. Decisamente. Da oggi, e fino a gennaio, mi posso godere ogni attimo delle mie giornate.
E cosa c'è di meglio se non rilassarsi leggendo un buon libro?

Quello appena terminato, e letto in 2 giorni, ha come protagonista Maya, ragazzina londinese un po' gotica e un po' alternativa. Attorno a lei ruotano altri personaggi, come la madre Megan, una profiler di Scotland Yard sempre presa dal suo lavoro; Flo e Johnny, gli unici amici che la considerano per quello che è, e non per quello che indossa o ascolta; David, il padre, morto anni prima e che comunica dall'aldilà con lei tramite suoni e luci.

E poi c'è Trent, il ragazzo misterioso, affascinante, inquietante. Il ragazzo con un occhio viola ed un occhio verde, con una madre che parla con i morti e una nonna chiaroveggente.

Tutte le pagine del libro sono intrise di mistero. Tutto, nella vita di ognuno di noi, nel mondo in cui viviamo, è legato indissolubilmente. Tutto può essere spiegato e qualcuno, migliaia di anni fa, ci ha anche provato.

Mai sentito parlare della sequenza di Fibonacci? Mai letto da qualche parte di sezione aurea? Nemmeno Maya le conosceva, ma per salvarsi, per evitare che il serial killer che ha ucciso il padre interrompesse anche la sua giovane vita, ha dovuto conoscerle. E studiarle, impararle, capirle.

E solo con l'aiuto di Trent riuscirà ad arrivare alla fine.



Peccato che per arrivare alla vera fine della storia io, come tutti gli altri lettori, dovremmo attendere il seguito ... od i seguiti, visto che io se sono meno di 4 libri a storia non li inizio nemmeno!

Tese una mano a Trent.
Lui la prese tra le sue, e tirò la ragazza a sè. Poi la strinse forte, in un abbraccio che cancellò tutto quello che era successo quella notte: il terrore, la paura, l'ansia e la morte.

sabato 20 dicembre 2008

Chi dice cosa

Solo quando muori riesci a capire perchè eri vivo.

- L'enigmista (dal film Saw 4 - Il gioco continua)

mercoledì 17 dicembre 2008

Il vangelo dei vampiri

Tutti conosciamo la storia di Cristo, morto in croce e trafitto dalla lancia di Longinus.
Tutti conosciamo anche la storia del Sacro Graal, che si dice essere la coppa usata durante la cena, l'ultima cena.
E tutti conosciamo anche Maria Maddalena, ne conosciamo la vita precedente e le azioni successive all'incontro con Cristo.

Ma se tutto ciò che noi conosciamo fosse, in realtà, solo una parte della verità?

Stacchiamoci un attimo dai collegamenti religiosi, ed immaginiamo Gesù sposato a Maddalena. Immaginiamo anche che Caiafa, il giudice che condannò Cristo a morte, in realtà lo fece per paura: paura che al mondo potesse esistere qualcuno più potente di lui. E che, proprio per questa paura, divenne ossessivo al punto tale da volere a tutti i costi bere il sangue di Cristo, per diventare egli stesso potente ed immortale.

E se Maddalena fosse scappata in Francia, portando in grembo il figlio di Gesù? Allora sì la storia diverrebbe immortale, in quanto Caiafa non si lascerebbe scappare per nessuna cosa al mondo la possibilità di raggiungere il suo obiettivo.

"Le parole Santo Graal sono semplicemente quelle che ci sono divenute familiari. Queste parole sono in realtà un misto delle arcaiche versioni francesi ed inglesi dell'opera del XV secolo di Thomas Mallory sulla leggenda di Artù, dei Cavalieri della Tavola Rotonda e della loro ricerca del Graal, che in origine veniva chiamato Sankgreal, da Sang Raal: sangue reale" disse Longinus.

Ed ecco che la storia ha inizio.

Nell'arco dei millenni Caiafa, il Primus Malus, ovvero il vampiro più potente che possa esistere, tramite i suoi seguaci, i suoi servi, i suoi adoratori e i suoi servitori, rincorre per ogni parte del mondo il Graal.

Contemporaneamente, la casta guidata dai Longinus, ovvero i successori del militare romano che trafisse il petto di Cristo, cerca di proteggere il Graal stesso da ogni attacco.

Riusciranno Helen e Nate, i due nuovi combattenti, ad impedire che il Primus Malus raggiunga l'obiettivo?

Riusciranno ad impedirne la vittoria, e a rinchiuderlo nuovamente nella sua tomba millenaria, sotto la luce del sole?

"La verità germoglia alla luce, l'inganno nell'ombra, mie cari Custodes".

martedì 16 dicembre 2008

Piccolo giochino innocente

Prendo clamorosamente spunto da un giochino, o "meme", proposto dalla mia amica blogger Silvia.
In cosa consiste? Semplicissimo.

Nella prima fase del giochino vi devo elencare 10 cose che vorrei fare prima di .. bè, diciamo prima di non essere più molto allegra e pimpante; la seconda fase consiste invece nel trovare degli aggettivi per ogni lettera del nome di chi ci ha inviato questo test.

Pronti?? Via!!!

1) Vorrei visitare New York. Non c'è altro paese, luogo o città sulla faccia della terra dove vorrei andare in questo preciso istante. Non mi interessa l'America in sé, non mi interessano gli yankee o i repubblicani. Ma vorrei vivere per qualche giorno sotto il cielo newyorkese, passeggiare per le street, camminare per le avenue, alzare gli occhi e vedere grattacieli infiniti, assaporare il verde di Central Park e vedere le luci di Broadway.

2) Vorrei conoscere Claudio Amendola. Lo so, ora sicuramente qualcuna di voi sarà scoppiata a ridere, oppure si starà chiedendo se è finita nel blog giusto e se qualche alieno mi ha rapito. Ma dovete sapere che, malgrado i miei 30 anni suonati, in camera ho ancora appeso un suo poster. Sono cresciuta a suon di "Amarsi un po'", "Ultrà", "Soldati 365 all'alba" e "Mery per sempre". So quasi a memoria "Altri uomini", "La scorta", "Poliziotti" e "Testimone a rischio", per non parlare dei Cesaroni. Ogni volta che compare in qualche pubblicità faccio zittire i presenti per sentirlo parlare. Volete mettere sentisi dire un "Aò, che stai affà?" da lui?!?

3) Vorrei avere il coraggio di scrivere un libro. Ma uno di quelli veri, non fatto di pagine in internet o di appunti su qualche foglietto dimenticato nel cassetto. Un libro, con tanto di copertina e pagine rilegate. Non da vendere, assolutamente. Ma da tenere, giusto per avere la soddisfazione di avere nella mia libreria un qualcosa di veramente mio.

4) Vorrei rimanere quella che sono, sempre. Ovvero testarda come un mulo, cocciuta come un asino e testona come un bardotto. Timida come una farfalla ma decisa come un serpente. Menefreghista come una cicala ma generosa come una formica.

5) Vorrei "pace in terra per gli uomini, e le donne, di buona volontà". Non sto dicendo un'eresia, non sono impazzita tutto ad un tratto citando qualcosa di religioso. Ma semplicemente vorrei che chi si fa tutti i giorni un mazzo così per arrivare a sera, avesse un riscontro nella vita. Non parlo di vincite al superenalotto (anche se a volte qualcosa non guasterebbe), ma che almeno la sfiga, che ci vede solitamente benissimo, guardi anche da qualche altra parte.

6) Vorrei poter avere il teletrasporto. Stile Star Trek. Vorrei poter pensare di andare da qualche parte e poterlo fare senza preoccuparmi della distanza. Così Torino, La Spezia, Roma, la Sardegna od Ancona potrebbero essere molto più raggiungibili di come lo sono ora (e di questa poca raggiungibilità ringrazio di cuore il sig. Trenitalia).

7) Vorrei poter tornare indietro nel tempo. Per fare cosa? Per trovare il coraggio di mandare clamorosamente a quel paese mio fratello quando avrei dovuto, e non aver atteso inutilmente altro tempo prima di farlo. I momenti vanno sfruttati quando capitano, e purtroppo è una cosa che ho capito troppo tardi.

8) Vorrei che i vampiri esistessero veramente. D'altronde sopportiamo già i maniaci, i pedofili, i ladri, gli assassini, i mafiosi e i camorristi senza fare nulla, perchè non dovremmo avere anche loro in giro per il pianeta?

9) Vorrei vincere al superenalotto. Certo, forse sarebbe il caso che prima di volere questo giocassi almeno 1 schedina. Cosa farei con la vincita? Non lo so ancora, non ci ho pensato. Anche perchè tanto non ci gioco! Però è il pensiero che milioni di italiani fanno, e che dicono ogni qualvolta qualcuno li intervisti. Per una volta posso sentirmi uguale a qualcun altro invece che perennemente diversa per idee e stile di vita?

10) Vorrei che "l'ottimismo sia il sale della vita". Non per me, io lo sono fin troppo. Ma per quelli che, attorno a me, continuano a vedere perennemente nero, perennemente buio e perennemente diabolico. Cavoli, aprite la finestra e godetevi il sole una buona volta! E la prossima volta che vi chiedono come vedete il bicchiere, fate un piccolo sforzo: immaginateci anche la bottiglia accanto!

Ecco fatto. Dite che sono troppo pretenziosa? Ma, d'altronde, se uno non aspira in alto nella propria vita che senso ha lottare?

Ora, Silvia, a noi due:

S: sesso forte (nel senso di donna combattiva)
I: ingegnosa (per i versi che la sua mente sempre in movimento riesce ad elaborare)
L: leale (ovvero che si batte apertamente senza ricorrere a espedienti)
V: versificatrice (sinonimo di poetessa)
I: inventiva (ma dove la prendi la fantasia per scrivere certe cose?)
A: amica blogger!

Ora tocca a voi. Aspetto di leggere i vostri 10 punti, mi raccomando!

lunedì 15 dicembre 2008

Cene a suon di risate

I festeggiamenti natalizi ormai sono iniziati, e con essi hanno preso il via le varie cene che vengono organizzate per farsi gli auguri, per scambiarsi i regali o semplicemente per mangiare a sbafo nel caso si tratti di cena aziendale!

Nei giorni scorsi, in onore proprio di questo, ho preso parte (figurarsi se io posso mancare in queste occasioni mangerecce!) a ben due cene! La prima, tra amiche, si è svolta in un localino a Curno. La seconda, tra le "accappatoio girls", a casa di Elisa.

Da sinistra: Paola, Eliana, Stefania, Daniela, io, Elisa, e Roberta
Seduti: Massimo ed Ivana



Io, Ivana ed Elisa (Daniela è la fotografa ed Eliana era, purtroppo, ammalata)


Ogni volta che queste cene finiscono rimango sempre sorpresa di come, malgrado le vite differenti che le persone svolgono, malgrado i caratteri diversi, gli impegni familiari e i problemi quotidiani, basti un bel piatto di ravioli (magari di quelli da primo premio alla sagra paesana, come quelli della mamma di Elisa) o un bel piatto di fajtas, per far sì che sui nostri visi spunti un sorriso.

Cosa? Dite che non è solo merito del cibo? E di cosa è merito allora?

Ah, giusto .. della nostra simpatia, delle cavolate che si sparano, delle confidenze che ci scambiamo, dei consigli espressi e dei pareri richiesti, delle informazioni avute e degli sguardi di intesa, delle pacche sulle spalle ricevute e delle strette di mano donate.

E se pensate che tutte queste persone, sedute attorno allo stesso tavolo, si sono conosciute tramite un blog .. allora la cosa è ancora più stupefacente!

domenica 14 dicembre 2008

Natale si avvicina

Ci siamo. Tra 10 giorni esatti ci ritroveremo tutti seduti attorno ad un tavolo, a mangiare ravioli in brodo e bollito misto, in attesa della mezzanotte. Perchè a quell'ora, non un minuto prima e non un minuto dopo, lui arriverà. La versione moderna dell'omino rosso potrebbe anche suonare il campanello, o mandare un sms per avvisare che sta per scaricare i pacchi in cortile anzichè entrare dal vecchio camino in salotto.

Nel dubbio posizionerò il piattino con gli spicchi di mandarino e il bicchiere di latte accanto al portoncino di ingresso, e una bella fetta di polenta con un bel pezzettino di carne accanto al camino. Così poi non può dire che non sono stata brava, no?

Nel frattempo oggi pomeriggio mi sono organizzata. Alberello posizionato, addobbato con 3 file di luci, le palline d'oro e d'argento su tutti i rami e una bella fila di campanelline rosse che lo avvolgono. Qualche regalo è già stato posizionato ai suoi piedi, in attesa dell'apertura.

Il presepe non c'è. Ormai sono anni che non viene fatto. Dopotutto, devo mantener fede alla mia immagine di persona atea ed anticonformista ... d'altronde, sono figlia del Natale Coca-Cola io!


martedì 9 dicembre 2008

Weekend dell'Immacolata

Eccomi qua, appena rientrata da 3 giorni in terra sabauda ricchi di relax, cultura, cibo ed ottima compagnia.

Primissima cosa.

Sabato sera, come "minacciato" dalla mia amica Laura qualche post fa, c'è stata una mini sorpresa per l'anniversario mio e di Ricky.

"D'altronde, la blogger Ivy e le altre mie blog-socie mi avevano chiesto le foto che immortalavano l'evento!" mi è stato detto.

Ok, affare fatto: abbiamo ceduto e ci siamo messi in posa con il nostro profumatissimo regalo.
Ma che sbattimento fare una pizza del genere, vero Luca (notare le decorazioni al gusto di wurstel ed acciuga)?

Di tutta risposta noi ci siamo presentati con una torta al cioccolato. Di quella le foto non ci sono: è finita prima che ce ne accorgessimo!



Seconda cosa.

Tra un episodio di Stargate ed un film di 007 (ebbene sì, ho ceduto guardando Casinò Royale .. e non mi sono addormentata giusto perchè l'abbiamo visto in orario di pranzo..) abbiamo anche visitato il primo museo di arti orientali, il Mao, inaugurato a Torino venerdì scorso.

Belle le ambientazioni, le scenografie, le luci e le descrizioni. Peccava un po' nella sicurezza (alcune opere erano posizionate su delle colonne di sostegno, alla mercè di tutte le mani possibili), però ci ha lasciato veramente a bocca aperta. La sezione dedicata all'arte della regione Himalayana è quella che più mi ha affascinato, vuoi per un film visto qualche tempo fa, vuoi per ciò che ho appreso durante la mia trasferta pisana.



Cosa ho fatto nel resto delle giornate? Dormito, "pacioccato" con il mio nuovo gochino e ho quasi finito di leggere un libro .. ovviamente con protagonisti dei vampiri!

lunedì 8 dicembre 2008

Perfect creature

Siamo in una cittadina al di fuori del tempo e dello spazio, a meta' strada tra una Londra vittoriana e una Nuova Zelanda fredda e gelida, in un '800 fantastico.

I vampiri e gli esseri umani vivono in armonia.

I primi, nati da un esperimento scientifico, grandi scienziati e studiosi, mettono a disposizione le loro conoscenze per salvare la popolazione umana. I secondi, per contraccambiare il favore, donano loro sangue e li venerano come degli Dei.

Ma un giorno un esperimento non va come dovrebbe e un vampiro, Edgar, comincia ad uccidere senza pietà, per distruggere gli uomini e possedere cosi' il mondo intero.

Riuscirà il fratello, Silus, capo della Fratellanza, a fermarlo? Riuscirà a salvare l'unica poliziotta che e' dalla sua parte?

Ma il mistero non e' ancora giunto al termine. Gli adepti della Fratellanza, ovvero i vampiri, sono quasi in via d'estinzione. Sono ormai più di 70 anni che non avviene una nascita.

E se l'esperimento di Edgar fosse proprio volto a trovare un rimedio a questa mancanza? E se Edgar in realtà stesse cercando di salvare la propria razza provando a far diventare "portatrici sane" alcune donne? Se stesse cercando di salvare la propria Fratellanza?

Solo alla fine del film scopriremo se, in una culla abbondata, ci sara' la prima Sorella.

mercoledì 3 dicembre 2008

Fortuna sfacciata

Solitamente io non partecipo ai concorsi a premi, siano essi online su internet o su qualche giornale. Non gioco per un semplice motivo: vincerei.
Non sto scherzando, provare per credere!

Mi capita spesso di leggere il sito de La Stampa, per tenermi aggiornata sul quel che capita sotto il cielo della mia seconda casa.

L'anno scorso, in questo periodo, la versione online del quotidiano aveva indetto un concorso: i primi 3 concorrenti che rispondevano correttamente ad una domanda avrebbero vinto un "pass" per andare alla festa organizzata dal fans club di Ambra Angiolini.

Leggo, la domanda mi sembra più facile del previsto, e rispondo.

Mai e poi mai mi sarei aspettata, circa 2 ore dopo, di ricevere una mail in cui mi veniva confermata la vittoria al concorso.

Così facendo, il sabato successivo mi sono fatta accompagnare al Lingotto e ho incontrato l'ex stellina di Non è la Rai.



Anno nuovo, vita nuova, direte voi. "Ti crederai mica di vincere un'altra volta vero?" mi ha detto qualcuno.

Come non detto.

Il mese scorso, sempre sul sito de La Stampa, inizia il concorso "Arte misteriosa". Ovvero, un paio di volte alla settimana pubblicavano degli indizi su alcune opere d'arte moderna sparse per la città. Il fine ultimo era azzeccare il nome corretto dell'opera, il nome dell'autore e il luogo (via, piazza etc.) in cui è situata l'opera.

Lo ammetto, ho partecipato una volta soltanto! Ma non potevo non conoscere l'Obelisco, opera di Ugo Nespolo: è situato nella piazza del Centro Commerciale Parco Dora, vicino a dove lavora Ricky!

Così facendo, sono stata estratta su 150 partecipanti e ho vinto una tessera Abbonamenti Musei Torino valevole per tutto il 2009.



Com'è che dice il detto? "Sfortunata al gioco e fortunata in amore"?
Io lo cambierei in "Fortunata in amore ..... e sfacciatamente fortunata al gioco"!

martedì 2 dicembre 2008

Dubbio amletico

Sono due giorni che, intorno a me, si parla solo di amore, di relazioni, di rapporti e di sentimenti.
Oggi, tra le altre cose, mi è stata posta la domanda cruciale del secolo:
secondo te esiste l'amore eterno?

Ovviamente conoscete già la mia stranezza. Conoscete parte dei miei pensieri e delle mie idee in fatto di sentimenti e rapporti.

Sapete che sono contraria al matrimonio (non sono una di quelle bambine cresciute col sogno dell'abito bianco e della chiesa addobbata a festa, tutt'altro), sapete la mia strana idea di famiglia senza figli ma con piuttosto 4 cani e soprattutto conoscete l'altra mia metà della mela, che sta a 200km da me.

Oggi, come accennato prima, si è parlato di amore eterno. Sì, malgrado le premesse e malgrado le mie strane convinzioni, io credo all'amore eterno, ne sono fermamente convinta.

Ma non parlo di amore inteso con gli occhi a forma di cuore, con le palpitazioni alla sola visione del nostro amato, o con le farfalle nello stomaco che fanno casino e basta e non ti permettono di mangiare. No, questo tipo di amore lo lascio alle 15enni.

Parlo di amore vero. Quello che ti dà la certezza che la persona amata sarà sempre al tuo fianco, che ti amerà nei giorni no e ti sopporterà nei giorni sì. Quel sentimento che, malgrado i miei occhi vedano gli altri uomini e ne apprezzino le doti fisiche, mi dà la certezza che altro non c'è al di fuori di lui. Quel sentimento che, qualsiasi cosa faccia, bella o brutta che sia, lui sarà la prima persona a cui lo racconterò. Quel sentimento che permette alla persona amata di dirti no quando lo vorresti sentire, e dirti sì quando in realtà non te lo aspetti. Quel sentimento che è il giusto mix di amore, amicizia, passione, rispetto e soprattutto fiducia.

Eterno? Certamente!

Ma non inteso come perenne, come centenario. Non siamo vampiri millenari (anche se un po' mi piacerebbe) e men che meno matusalemmi dei giorni nostri.

Eterno per il tempo che dura. Ovvero so che, anche finisse domani l'amore materiale e fisico con quella persona, durerebbe in eterno il ricordo della vita trascorsa insieme. Non sarebbe un ricordo da cancellare, un momento da gettare o un attimo da lasciar volar via al vento. So che sarebbe qualcosa che porterò sempre con me, anche quando avrò qualche ruga in più, quando la mia vista comincerà ad annebbiarsi e le mie ossa cominceranno a soffrire.

Eterno, per la durata della mia vita.
E voi, ci credete?

lunedì 1 dicembre 2008

Bellissimo così

Ho ascoltato l'ultimo album di Laura Pausini, di solito da me considerata troppo sdolcinata e melensa. Ma c'è una canzone, la numero 9 dell'album, che mi è subito piaciuta, fin dal primo ascolto.

E quindi, dopo averla cantata a squarciagola in auto in questi giorni, eccola trovata su youtube .. guarda caso proprio abbinata ad uno dei miei cartoni preferiti!

domenica 30 novembre 2008

Chi dice cosa

Cerca tra i tuoi seguaci, che sono destinati a proteggerti ed a combattere al tuo fianco.
Loro appartengono a diverse razze: uomini, angeli, demoni.
Conquista la loro fiducia e diventa un vero Re!

- Adam Kadamon (dal manga Angel Sanctuary)

sabato 29 novembre 2008

Chi dice cosa

Ricordati: quando sei all'inferno, solo il diavolo ti può salvare.

- L'enigmista (dal film Saw II - La soluzione dell'enigma)

giovedì 27 novembre 2008

Centro di gravità permanente

Con che musica siete cresciuti voi?
Non vi sto chiedendo la musica che ascoltate ora, o quella che avete cominciato ad ascoltare durante l'adolescenza, passandovi i cd tra compagni di classe.

Non intendo la musica sdolcinata per una serata romantica, o quella incazzosa ed urlata per una giornata con i nervi a fior di pelle.
Intendo proprio la musica che vi hanno fatto ascoltare da bambini. Qual'era?

Oggi sono stata riportata indietro di 25 anni e poco più. Alla radio, per più di 2 ore, hanno intervistato Franco Battiato.

"Cosa c'entra?" vi starete chiedendo.
C'entra tutto, perchè per me, da bambina, lui era il mio centro di gravità permanente.

Ho ascoltato fino allo stremo le sue canzoni, registrate su musicassette da 60 minuti che mi passava sottobanco mio fratello. Oltre a lui c'erano De Andrè, De Gregori, Dalla, Bertoli, Celentano .. perfino Harry Belafonte!

Ma ho una scena bene impressa nella mente.

Io, 3 anni appena compiuti, in auto con i miei, destinazione la nostra casetta in campagna. L'autoradio suonava, il volume al massimo, e le note che uscivano erano quelle del Maestro, la cassetta era "La voce del padrone", la canzone questa (cliccate pure sull'immagine sottostante):



Cavoli, sono passati 27 anni da allora ..
Eppure, oggi come ieri, la canto a squarciagola (per la gioia di chi mi sta' ad ascoltare)!

mercoledì 26 novembre 2008

Proprietà commutativa

Ve la cavate in matematica? Ricordate quindi la proprietà commutativa delle addizioni vero? Diceva più o meno così: cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia.

 
 
E oggi, nel giorno del nostro 9° anniversario di pendolarismo Bergamo-Torino, sono sempre più convinta che il risultato non cambi.

 
 
Quale risultato? Ovvio, quello del grado di soddisfazione dei vagoni di Trenitalia!

(Mica vi aspettavate qualcosa di estremamente sdolcinato e melenso vero? Non posso dire certe cose, sono una fredda io!)

martedì 25 novembre 2008

Ormoni impazziti

E' vero, mea culpa, mea culpa.
Ieri sera vi ho detto che, per oggi, avrei trovato un altro argomento di cui parlare. Ma non ce l'ho fatta.

Dopo un veloce scambio di chiacchiere/mail con la mia amica blogger Maffy, non potevo lasciar scivolare via così il discorso.

Anche lei è caduta nel tunnel della saga di Twilight. Ovvio, gliene ho parlato talmente tanto che, poverina, non poteva proprio fare a meno di leggerli (lo avrà fatto per curiosità nella storia o lo ha fatto per non sentirmi più parlare di questo? Mah, resterò nel dubbio).

Comunque, oggi le è balenata alla mente l'idea di andare a Volterra, per vedere i luoghi abitati dai Volturi.

"Ma devi andarci col sole, per vedere la piazza e il vicolo in cui Edward si nasconde" le ho suggerito io.

"Se ci vado adesso ci trovo la neve.... e magari il sole.... Ti immagini tutti i vampiri brillanti al sole con il riverbero della neve che li fa diventare ancora più fluorescenti?".

La mia risposta è stata un "Non farmi pensare a certe cose durante il giorno! Dovrei disegnare, dovrei lavorare .... ma se mi immagino Edward col riverbero del sole ....... naaaaaa meglio che non ci penso, altrimenti divento una 15enne con gli ormoni impazziti".

Ok, io so di non essere troppo a posto di testa. So di avere qualche rotella fuori posto e qualche neurone impazzito che non conosce la strada giusta per giungere al cervello.

Ma anche lei non scherza! Sapete con cosa mi ha risposto poco tempo dopo? Con questo!



Ah, che bello tornare per un attimo 15enne e scambiarsi disegnini con le amiche!
Vero Maffy?

lunedì 24 novembre 2008

Mania

Questo lato di me, forse, ancora non lo conoscete.

Ma quando c'è qualcosa che mi piace, sia esso film libro telefilm o qualsiasi altra cosa, vado avanti giorni e giorni, se non settimane, a parlarne, a cercare informazioni su internet, a vedere filmati e a riempirmi la testa.

Mania. E' la definizione giusta di ciò che mi viene nel momento in cui "impazzisco" per qualcosa.

In questo periodo (e me ne dispiaccio per chi mi deve sopportare accanto a sè), la mia ossessione è Twilight.
Edward, Bella, Emmet, Alice, Rosalie, Carlise ed Esmee.
Jacob, Billy, Charlie, Renè.
Mike, Angela, Jessica, Eric.

Tranquilli, ora di domani mi inventerò qualche altro argomento di cui parlare. Nel frattempo, beccatevi il mio nuovo desktop ..



ed il trailer del film al cinema in questi giorni.

video

domenica 23 novembre 2008

Twilight


Lo ammetto: malgrado la quadrilogia mi abbia letteralmente riempito la testa, il cuore e l'anima, ero seriamente dubbiosa sull'esito del film tratto dal primo volume della saga di Stephanie Meyer.

Ero convinta di vedere sullo schermo soltanto la trasposizione della storia d'amore, senza citare alcuna lotta, alcun altro personaggio, niente di niente.

Ed invece ..... malgrado oggi pomeriggio sia stata contornata da 15enni con gli ormoni impazziti (alla prima scena in cui compare Edward, ovvero l'attore Robert Pattinson - già visto in Harry Potter - si sono elevati gridolini di uhhh ahhhhh ohhhh) il film scorre via che è una meraviglia.

Certo, manca parte della spiegazione sui poteri dei freddi, manca una nota tecnica sulle storie dei "fratellastri" di Edward e sul come siano arrivati ad una scelta di alimentazione vegetariana, però tutto sommato la storia c'è, eccome!

Bella è goffa quanto basta per farmi ridere, come nel libro (l'attrice, Kristen Stewart, sembra quasi naturale mentre inciampa e cade!), Edward è quasi la trasposizione fisica di ciò che mi ero immaginata durante la lettura, così come tutti i componenti della famiglia Cullen riprendono i miei pensieri e le mie immaginazioni.

Un consiglio? Andatelo a vedere.

Anche se non amate le storie di vampiri, in quanto sono succhiasangue particolari.
Anche se non amate le storie d'amore, in quanto si lotta, ci si arrabbia, e sono buffi quanto basta per non redenderla troppo melensa.
Anche se non amate i film d'azione, in quanto qualche scena romantica (bacio compreso) ci scappa.

E se malgrado tutto questo non sono riuscita a convincervi, sappiate che solo la vista dell'attore che interpreta Jacob, ovvero Taylor Lautner, vale i 7,50 euro spesi per il biglietto!

sabato 22 novembre 2008

Edward e Bella

Avete presente la storia di Romeo e Giulietta? Ecco, mettete bene a fuoco i personaggi, l'intreccio della trama, i problemi e le faide tra le varie famiglie. Ora chiudete gli occhi.

Immaginate un Romeo dei giorni nostri, bellissimo, misterioso, algido. Ha una caratteristica peculiare: è un vampiro centenario, che ha trascorso la maggior parte della sua vita in solitudine, circondato solo da familiari.

Ora immaginate una Giulietta moderna, timida quanto basta per renderla irresistibile agli occhi dei ragazzi, un po' goffa, impacciata, con mille pensieri che le passano per la testa e la voglia di scappare da tutto e da tutti.

Se questo moderno Romeo e questa timida Giulietta si incontrassero, cosa succederebbe? Accadrebbe quello che è più logico: amore a prima vista. E' quello che è successo, difatti, ad Edward e Bella.

Ma non tutte le ciambelle escono col buco. Quindi dovete anche immaginare una paura iniziale (trovarsi ad amare un vampiro?); un amico licantropo, Jacob, la cui razza è nemica da secoli dei succhiasangue; il dubbio amletico di volere l'immortalità pur di non perdere l'amato (sarà doloroso diventare vampira?).

"Non temere" mormorai.
"Noi ci apparteniamo".
Fui immediatamente travolta dalla verità delle mie stesse parole.
Quel momento era corsì perfetto, così giusto, che per nulla al mondo potevo dubitarne.
Le sue braccia mi avvolsero stringendomi a lui. Era come se ogni terminazione nervosa del mio corpo sprizzasse elettricità.
"Per sempre", aggiunse Edward.


Tra dissapori famigliari e lotte tra razze fantastiche ed incredibilmente forzute, tra rapimenti per vendetta e fughe d'amore, Edward e Bella lotteranno a loro volta per sopravvivere, e per amarsi in eterno.

E se i vampiri questa volta non fossero i cattivi? E se i licantropi, o mutaforma, potessero diventare i nostri migliori amici? E se gli umani si adatassero a questi esseri, ed imparassero ad amarli?

Voi forse non lo sapete, ma i succhiasangue sono tra noi.

 

(PS: in attesa, ovviamente, di vedere tutti i film tratti da questa saga letteraria .. )

giovedì 20 novembre 2008

Distretto di polizia

E' finito. Esattamente 5 minuti fa è terminata l'ultima puntata della mia serie televisiva preferita.

Lo ammetto: non c'è CSI o Dr. House che tengano. Davanti al X° Tuscolano io mi sciolgo, vado in brodo di giuggiole e sbavo perennemente sul divano in attesa della puntata successiva.

Ma stavolta no. Dopo sparatorie ed inseguimenti, dopo violenze e rapimenti, dopo la morte di Irene e la depressione del commissario Berti, la doppia faccia di Marco, il fratello di Elena e la storia d'amore di Anna e Carlo, finita all'altare .. dopo tutto questo, stasera è definitivamente sceso il sipario. Almeno per quest'anno i battenti del commissariato più famoso d'Italia resteranno chiusi, in attesa di nuove storie e nuovi malviventi a cui dare la caccia.



E poi deve per forza esserci un seguito! Devo pur sapere se alla fine Anna capirà che è Luca l'uomo della sua vita, e soprattutto dovrò pur godere nel momento in cui Luca troverà il coraggio di ammettere i propri sentimenti davanti ad Anna!

Non mi faranno aspettare molto, vero?

lunedì 17 novembre 2008

Luci d'artista

Come ogni anno, in questo periodo, Torino si illumina di mille colori.
Sfumature, disegni, immagini, poesie. Rosso, giallo, verde, blu, azzurro e bianco.

Ho passato una serata col naso all'insù, a guardare la fantasia di chi addobba la città, e ad immaginarmi rondine, per volare in mezzo ai colori e sentire il tepore del Natale che si avvicina.



La Gran Madre, da dietro la vegetazione, fa gran mostra di sè, dei suoi tesori, dei suoi miti e del suo Graal, tenuto ben nascosto tra le possenti mura.



Accanto, un monte completamente azzurro. Decine di cerchi bluastri circondano il Monte dei Cappuccini, facendolo spiccare nel buio dei colli ed esaltandone la spiritualità.



Una delle piazze più belle d'Italia, Piazza San Carlo, con le chiese di S. Carlo e S. Cristina, che monitorano la città, ne osservano i turisti e si lasciano immortalare dai loro mille occhi di flash.



Via Po, via Roma, via Garibaldi. Le vie che partono dal centro si riempiono di vita, di persone, di anime. Le luci illuminano la strada, e il traffico scorre all'impazzata, senza tregua.

E dopo tutte queste luci, dopo tutti questi colori, dopo tutti questi pensieri che vagavano nella mia testa accompagnati da fantasie natalizie, cosa c'è di meglio che finire la giornata in pizzeria? E stavolta, il locale, era proprio l'ideale per me!



Dopo tutti i libri che leggo, tra vampiri, morti, zombie e streghe, la compagnia degli scheletri era praticamente perfetta (quasi come il cameriere!)!

venerdì 14 novembre 2008

Chi dice cosa

L'esperienza non è ciò che fai, ma quel che fai con ciò che accade.

- Il mio collega Andrea

giovedì 13 novembre 2008

Sex Dracula

Ogni persona, nell'arco della propria esistenza, ha un segreto da nascondere. Un segreto da mantenere, un mistero da non mostrare, un lato oscuro che è meglio evitare di far conoscere.

Anche ai nostri migliori amici, ai nostri fidanzati, ai nostri amanti, alle nostre sorelle.

Lucy ci riesce, perfettamente.

Vive due vite, parallele tra loro, ma anche in simbiosi, anche necessarie l'una all'altra. Non può vivere abbandonando la sua seconda faccia, non può guardarsi allo specchio dimenticandosi della prima vita.

Di giorno è biologa, lavora lavora lavora, patisce il sole, seziona ratti. Beve, fa uso di droghe, mangia poco, uomini o donne non ha importanza, l'importante è fare sesso. In testa il solo rimorso per la perdita della sorella gemella, Mina.

Di notte vive di sangue. Uccide non per il piacere di vedere la morte in faccia, non per il gusto di osservare gli occhi della paura delle sue vittime. Ma per il sapore del sangue, caldo, denso, che le scende lungo la gola, quando ne beve a sorsate dopo aver tagliato loro la gola.

Ognuno di noi ha una doppia vita. Ognuno di noi ha qualcosa da nascondere.
Ma si potrà farlo in eterno? O prima o poi tutto verrà a galla?

Verremo scoperti, verremo braccati, ci daranno la caccia come ad un lupo feroce, come ad un mostro, come ad un assassino.

Ma se nulla fosse vero? Se tutto quello che Lucy ha mostrato agli altri in realtà non esistesse? Se addirittura Lucy non fosse mai esistita? O è Mina che dobbiamo cercare?

Lucy, che già conosce il sapore del sangue, da oggi è condannata ad un'esistenza di buio.

"Tu sei Mina" dico, puntando un indice d'accusa contro lo specchio.
"E io dove sono"? m'interrogo impaurita.
Io sono quella che non si vede dentro lo specchio.
Io sono Lucy.

martedì 11 novembre 2008

Due modi di vedere le cose

Oggi, tra un lavoro e l'altro, tra una mail e quella successiva, tra una chiacchiera e una confessione, il mio solito amico mi ha mandato una storiella divertente .... e "vera"!

Questa:
Ero seduto ad un tavolo con mia moglie, durante il raduno annuale dei veterani del mio corso.
Continuavo a guardare una donna chiaramente ubriaca mentre, seduta da sola al tavolo vicino, dondolava il suo bicchiere con lo sguardo perso nel vuoto. Mia moglie mi chiese: "La conosci?".
"Si" sospirai. "E' la mia ex. Ho sentito dire in giro che ha cominciato a bere non appena l'ho lasciata, e da allora non l'hanno praticamente più vista sobria"."Mio Dio!" esclamò la moglie. "Chi avrebbe detto che una persona potesse festeggiare così a lungo??"
Ci sono sempre due modi di vedere le cose. E noi donne siamo sempre un passo avanti!

lunedì 10 novembre 2008

Che sbattimento!

Fuori la luna è alta nel cielo, le stelle brillano e le nuvole si sono nascoste, il vento le ha fatte viaggiare lontane da noi.Stasera le persone si incontrano, escono, bevono, si conoscono, chiacchierano, si amalgamano e sognano sperando.Il mio moroso è in piscina, nuota, nuota. Rana, farfalla, libero, delfino. Li proverà un po' tutti, e si vanterà poi di aver fatto infinite vasche sotto lo sguardo vigile dell'insegnante.

E per far passare tranquillamente la serata, cosa c'è di meglio se non mettersi a cucinare?

Tranquille, tranquilli, non avete sbagliato blog. Non sono impazzita in un solo colpo, non ho dato fuori di matto e tanto meno non mi scolata una bottiglia di vodka. Sono sempre io, quella che odia, in tutti modi, cucinare. Ma mercoledì ho una cena tra amici ed amiche, e mi è stato dato l'arduo compito di preparare la crema ai peperoni per accompagnare l'arrosto.

Questi gli ingredienti:

- 5 peperoni dello stesso colore
- 1 cipolla rossa
- 1 spicchio d'aglio
- 1 confezione di acciughe sott'olio (sgocciolate devono essere circa 200 gr.)
- burro
- sale
- olio

Bisogna cuocere i peperoni nel forno in modo tale da sbollentarli e, una volta raffreddati, sbucciarli ed eliminare tutti i semi interni.
Nel frattempo bisogna far rosolare la cipolla in una pentola con olio e una noce di burro. Una volta dorata la cipolla, aggiungere le acciughe precedentemente lavate, diliscate e tagliate a pezzetti. Cuocere a fuoco basso finchè le acciughe non si sciolgono.
Aggiungere alla cottura i peperoni tagliati a pezzetti. Aggiungere un po' di sale e, quando il composto è cotto, frullarlo per renderlo cremoso.



Lasciare raffreddare la crema e servirla con qualche fogliolina di prezzemolo.


La crema ai peperoni è buonissima. Ottima per accompagnare arrosti, bolliti, pollo al vapore, carne ai ferri.
Detto fra noi? Sarà anche buona, ma che sbattimento farla! Sono stanchissima!

domenica 9 novembre 2008

L'amicizia insegna

Insegnare ed imparare.
Ascoltare e non solo udire, osservare e non solo guardare.
Confrontarsi, esprimersi, raccontare, ridere e scherzare, pensare e riflettere.
Meditare, rilassarsi, concentrarsi sul proprio respiro. Inspira, espira, inspira, espira.Vivere i propri pensieri, lasciando loro le ali per volare lontani.

Sveglia alle 5.00 del mattino, partenza ore 7.00, destinazione Pisa.
Una lunga giornata ci attendeva. Ore in cui ho imparato cose nuove, vissuto nuove esperienze che forse, senza il suo aiuto, non avrei mai vissuto. Fermarsi ad ascoltare noi stessi, a riflettere su ciò che siamo senza pensare a cosa vorremmo, a cosa ci attende "domani".
Parlare, parlare, parlare. Il viaggio in macchina è stato pieno di confessioni, di racconti, di risate e di consigli. La giornata è stata invece arricchita di nuove conoscenze, di nuovi confronti. Non è necessario essere tutti uguali, essere tutti catalogati o infilati in un settore specifico per potersi parlare. Si può vivere su mondi diversi e avere ugualmente gli stessi desideri nel cuore. Si può vivere a km di distanza ed avere gli stessi pensieri e le stesse emozioni. Si può avere un Dio diverso eppure avere lo stesso amore per le cose e per la vita.

Ne ho ricevute di informazioni in questa giornata. Ora devo solo trovare il tempo di sistemarle, rifletterci, capire quali mi servono, quali mi possono essere utili e quali, invece, possono essere momentaneamente accantonate per essere riprese più tardi.


Alla sera invece, dopo camminate infinite e parole spese, ci siamo goduti il miracolo della Torre.
E' lì, da secoli, immobile. Pende, eccome! A guardarla ti chiedi come fa a rimanere lì senza cadere, come riesce a stare in piedi malgrado il baricentro sia completamente spostato. Come faccia, malgrado il peso enorme, il terreno a sorreggerla.

Ma poi, basta uno sguardo d'intesa, e l'amicizia spiega tutto in un solo momento.
La Torre rimane in piedi grazie alla sua forza interiore. Ha un terreno energico, con radici forti che non si lasciano piegare dal vento e dall'acqua. La Torre ha fondamenta stabili, che malgrado lo scorrere del tempo, malgrado le guerre, le carestie, le malattie, l'odio e i turisti che la percorrono ogni giorno, la sorreggono, la mantengono in piedi.

Un po' come l'amicizia, o l'amore. I sentimenti veri, quelli con la A maiuscola davanti. Malgrado il tempo che passa, malgrado il caratteraccio che ognuno di noi può avere dentro, malgrado i problemi, i pensieri, le donne che non vogliono impegnarsi o i fratelli che spariscono nel nulla. Malgrado le donne che si pavoneggiano o malgrado la mancanza di uno scopo nella propria vita. Malgrado tutto questo, l'Amicizia e l'Amore ci mantengono in piedi.
E fanno sì che il nostro baricentro, seppur spostato, non ci faccia cadere.

mercoledì 5 novembre 2008

Votare il cambiamento

Non parlo mai di politica. Non me ne interesso, non l'ascolto, non la leggo, se possibile la evito.
Ognuno, in questo mondo, è libero di avere le proprie idee e le proprie convinzioni.

Stamattina però mi sono alzata, ho fatto colazione e, mentre mi preparavo, invece di guardare i cartoni animati (ebbene sì, non perdo una puntata di Alla ricerca della valle incantata) ho guardato il TG5. Spinta dalla curiosità di sapere chi avesse vinto le elezioni americane, mi sono ritrovata "felice" che, sul podio, sia arrivato Barack Obama.


"Noi non saremo un insieme di stati rossi e di stati blu. Noi saremo gli Stati Uniti d'America" ha detto, a fine discorso, davanti ad i suoi elettori e di fronte a mezzo mondo.

Spero che il cambiamento, ora, finalmente, abbia inizio.
Ne abbiamo bisogno.

martedì 4 novembre 2008

Chi dice cosa

Lavora come se tu non avessi bisogno di soldi.
Ama come se tu no fossi mai stato ferito.
E balla come se nessuno stesse guardando.

- Madre Teresa di Calcutta

lunedì 3 novembre 2008

Preghiera

Non commento le parole che seguiranno: il mio cuore, i miei occhi, la mia pelle e il mio dolore hanno già commentato tempo fa.

Lascio a voi il diritto di farlo.

Trattami gentilmente, mio adorato padrone,
perchè nessun cuore in tutto il mondo
è più riconoscente per la gentilezza
del mio cuore pieno d'amore.

Non umiliarmi bastonandomi,
perchè sebbene io leccherei la tua mano durante i colpi,
la tua pazienza e comprensione
mi insegneranno più rapidamente le cose che vuoi.

Lasciami la ciotola piena di acqua fresca, perchè
anche se io non ti rimprovererei se è asciutta,
io non posso dirti quando soffro la sete.

Dammi cibo sano, così posso star bene,
per giocare chiassosamente e ubbidire ai tuoi comandi,
camminare al tuo fianco,
ed essere pronto e capace di proteggerti con la mia vita
se la tua fosse in pericolo.

E, adorato padrone, se il Grande Padrone volesse privarmi
della salute, o della vista,
non mandarmi via da te.
Piuttosto tienimi gentilmente tra le tue braccia
in modo che le tue mani esperte mi concedano
il pietoso favore dell'Eterno Riposo.

Ed io ti lascerò, sapendo col mio ultimo respiro
che la mia sorte è stata sempre sicurissima
nelle tue mani.

(Preghiera del cane)

domenica 2 novembre 2008

La signora Crema

Scommetto che ora scorrerete al fondo del post per vedere se, venerdì, ho fatto effettivamente la torta decorata con strega e pipistrelli. Vi deluderò. Non perchè non l'abbia fatta, ma perchè non vi mostrerò le prove. Perchè? Bè, la strega sulla scopa era più simile ad una colf con l'aspirapolvere e i due poveri pipistrelli erano praticamente degli avvoltoi mimetizzati. Nulla da fare, ritenterò più avanti e la prova l'ho fatta clamorosamente sparire .. nel mio stomaco!
Presa però dalla foga di provare a cambiare, aggiornare, insaporire la mia torta allo yogurt, ho chiesto aiuto a San Riccardo da Torino. E abbiamo trovato la soluzione!

Questi gli ingredienti:


- 4 cucchiai rasi di farina
- 4 cucchiai rasi di zucchero
- 1/2 litro di latte
- 1 buccia di limone grattuggiata
- 1 uovo


Cuocete gli ingredienti a fuoco basso, continuando a mescolare facendo attenzione che non si formino grumi. Dal momento in cui la crema comincia a bollire, mescolate con più decisione per 3 minuti e spegnete il fuoco.



Tagliate la torta a metà e spalmatevi sopra la crema appena ottenuta. Mettetene un bel strato abbondante, in modo tale che alla chiusura della torta si veda una bella riga spessa di farcitura.



Ed ecco qua, la mia torta semplice semplice è diventata una Signora Torta, con tanto di ripieno alla crema. Ma non una crema qualunque: la crema pasticcera. Ovvero, la Signora Crema.

giovedì 30 ottobre 2008

Buon Halloween

L'ho fatto. Non ho resistito. Non sono stata abbastanza forte da impormi di non cadere in tentazione.
Non ci sono riuscita: mi sono lasciata comprare dalla festa di Halloween.


Ieri sera, immersa nelle luci e nel caos del centro commerciale, circondata da zucche illuminate, pipistrelli di peluche e finti manichini rassomiglianti streghe un po' vintage, non ho resistito. Sono entrata nel negozio e ho acquistato quasi ad occhi chiusi: un bel paio di calze con dei teschietti musicisti ora fa bella mostra di sè nel mio cassetto.

Non sto a sindacare se la festa sia giusta o sbagliata, se sia una moda od una credenza, se sia un'americanata od un rito sensato. Al momento non mi è importato più di tanto. Mi sono solo chiesta che faccia faranno i miei capi, in ufficio, vedendomi con addosso queste.

E voi, che farete domani? Dolcetto o scherzetto?

lunedì 27 ottobre 2008

Sir Richard e il drago briochato

C'era una volta, nella lontana Augusta Taurinorum, un giovane mago guerriero.
Accanto a lui c'erano sempre i suoi fidi compari: il paggio Albert, il giullare di corte, sempre pronto a risollevare il morale dei guerrieri dopo una sconfitta; il consigliere Lucas, uomo saggio e dispensatore di suggerimenti e buone novelle; Sir Emanuel, esperto navigatore, conoscitore dei mondi più lontani; Lady Lucy, l'unica donzella del gruppo, dotata di poteri di guarigione e sopportazione.

La vita di Sir Richard scorreva lentamente e beatamente, tra la creazione di nuovi intrugli, lo studio di nuovi incantesimi, gli allenamenti di scherma e frequenti pranzi ridarecci. Nessuno, nemmeno i suoi compagni, si sarebbe aspettato quello che, di lì a poco, avrebbe sconvolto la pace della cittadina di Augusta Taurinorum.
Un drago, un enorme drago, nascosto fino a quel momento tra le montagne che circondano Bergomum, puntava dritto verso le case dei nostri amici. La sua grandezza era impressionante, le sue ali erano imponenti e dalla sua bocca uscivano lunghe lingue di fuoco. Era arrabbiato il drago, era invidioso. Non poteva permettere che, lontano dal suo nido, si facesse festa ogni giorno solare dell'anno, e che ogni notte musica, risa e gioia disturbassero il suo sonno. No, non poteva permetterlo.

Ma il drago dagli occhi infuocati non aveva tenuto in considerazione che il capo del villaggio, Sir Richard, non era un guerriero qualunque. Studiato il problema, analizzati i dati a suo vantaggio e i parametri a loro svantaggio, trovò la soluzione in un batter d'occhio.
Coda di mandragola, occhio di serpente, lingua di rospo, pelo di topo e unghia spezzata di cameriera. Unì tutti gli ingredienti, inventò la sua nuova pozione e attese l'arrivo del drago.

Eccolo, con le ali spiegate al vento, dirigersi diretto verso il Colle della Maddalena. Sir Richard, a cavallo del suo destriero, gli corre incontro, lo dribbla, riesce a sorprenderlo ed a gettargli, tra le squame della pelle, la pozione appena creata.

Puf!

Il drago, in men che non si dica, era sparito. Non c'era traccia, svanito, scomparso dalla faccia della terra. Sir Richard era riuscito nel suo intento: trasformare il drago nemico in un'enorme briosche alla crema di cioccolato.

E aiutandosi con la sua spada dai mille poteri, divise il drago a fettine e lo divise con i suoi compari e i suoi concittadini, rendendo Augusta Taurinorum una città più dolce e felice.

Sir Richard e Lady Lucy durante la divisione del drago briochato

giovedì 23 ottobre 2008

Chi dice cosa

Cadere è volare. Il problema non è precipitare, ma sapere atterrare.

- Lidja (dal libro La ragazza drago: l'eredità di Thuban)

mercoledì 22 ottobre 2008

Salto nel tempo

Vi è mai capitato di ascoltare una canzone alla radio e ritrovarvi improvvisamente catapultati indietro nel tempo?
Vi è mai capitato di sentire cantare qualcuno e così, d'amblé, non riuscire a fermare i ricordi che corrono indietro di giorni, mesi ed anni?

A me sì, esattamente questa mattina.
Quasi ogni settimana cambio il genere di musica che ascolto in auto durante il tratto di strada che mi porta in ufficio. Stamattina, ancora un po' assonnata, ho preso a caso un cd dalla mia vetrinetta musicale e mi sono ritrovata tra le mani un vecchissimo album dei Negrita.

Salgo in auto, inserisco il cd e la musica parte. Alla quarta canzone non ero più in auto, non ero più in direzione del posto di lavoro, non ero più io, trentenne con un cuore adolescente. No! I miei ricordi sono volati indietro, al 6 luglio 1997, quando ho assistito ad uno dei primi concerti di una cover-band a me cara, i Full Rock.
Era una domenica caldissima e lo spettacolo era, per di più, al pomeriggio, in un paesino sperduto della provincia cremonese, Madignano.

Non so perchè mi si sia palesata davanti agli occhi questa immagine stamattina, ma mi sono rivista seduta sulla panchina, accanto al palco, ad ascoltare la musica e a tenere il ritmo con la testa. Su e giù, destra e sinistra, un due tre, un due tre, battendo i piedi per terra.

Con occhi adoranti osservavo il cantante, e la mia fantasia volava, i miei pensieri mi riportavano alle mie prime storie amorose che all'epoca erano parecchio complicate e spesso senza una via d'uscita.

Poi, d'un tratto, puff! Pensieri svaniti, ricordi andati. Sono stata qualche minuto ferma nel parcheggio davanti all'ufficio, non sapendo nemmeno bene come ci fossi arrivata visto che la strada, praticamente, non l'avevo nemmeno vista. Mi sono ripresa, mi sono scrollata di dosso i vecchi ricordi e ho affrontato la giornata più felice, con un sorriso quasi contagioso piazzato in mezzo al volto.

Perchè è bellissimo quando certi semplici ricordi riaffiorano alla memoria. E pensare che tutto questo è scaturito da una semplice, tranquilla, banalissima canzone. Questa:

Fare sesso nascosti in un cesso,
fumarsi una marlboro dopo l’amplesso.
Oppure farlo in macchina, di fianco alla strada,
buscarsi un raffreddore male che vada.
Sentirsi un po’ animali, un po’ primitivi,
sentire che respiri, sentire che vivi.

E convincere i tuoi ad andare in vacanza,
spedirli un giorno al mare e farlo in ogni stanza.
Provare le ricette, collaudare la cucina
usare la nutella, usare la farina ..
Guardare il suo corpo, scoprirne la forma.
Sentire dei passi .. è qualcuno che torna!

Fare sesso, succhiarne la polpa
e via la vergogna! E i sensi di colpa!
Sdraiarsi sulla sabbia, rotolarsi nel fango,
accarezzarle le gambe, improvvisarsi in un tango,
annusarle la pelle, scoprirne l’odore,
passare dal sesso a fare l’amore ...

E altro che l’America!
Altro che la musica!
Quando sei selvatica,
altro che l'America!

E vivere una notte lunga una vita,
avere il suo profumo ancora tra le dita ..
Svegliarsi affamati e rifarlo per ore,
passare dal sesso a fare l’amore....

E altro che l’America!
Altro che la musica!
Quando sei selvatica,
altro che l'America!

(Sex - Negrita)

A voi è mai capitato?

martedì 21 ottobre 2008

Weekend bolzanese

Lo scorso weekend sono stata a Bolzano, insieme ad amiche, a trovare un'altra amica.Ormai di queste giornate trascorse all'insegna delle risate, della gioia e delle chiacchierate è stato detto di tutto, sia sul blog di Paoletta che sul blog di Ivana. Quindi perchè aggiungere ancora parole di commento su quello che abbiamo provato? Direi che non serve, è superfluo.

Mi accingerò, dunque, a mostrarvi ciò che i miei occhi hanno invece visto.

Case tipiche di Bolzano

Case coloratissime, piene di finestre, ricche di disegni. Mi sono immaginata al loro interno, con la luce calda del sole che illumina gli appartamenti, le famiglie dietro i vetri all'inglese che vivono, parlano, cucinano, litigano, si amano.

Case tipiche di Bolzano

Bow window ovunque, piene di fiori, eleganti e signorili. E anche qua la mia fantasia è volata, immaginando una ragazza seduta su una poltrona, accanto alle vetrate, a leggere un libro. O una nonnina, intenta a ricamare farfalle sul maglioncino del nipotino, che dorme accanto a lei nella culla.


Decorazioni accanto all'ingresso della Thun.

Angioletti, animaletti, candele, tazze e tazzine, posate e bicchieri, scacchiere e magliette. Quanta roba c'era all'interno della fabbrica della Thun? Natale si avvicina, e vagando tra gli scaffali, osservando i clienti con il cestello in vimini che facevano acquisti, ho immaginato una grande tavola imbandita, tutta decorata di rosso con al centro un grande candelabro pieno di candele e di vischio, che riscalda i cuori e l'ambiente.

Case tipiche di Merano

Merano, non solo case, non solo mercatini. Ma un grande ippodromo, dove i cavalli corrono, danno il meglio di sè durante le gare. Saltano gli ostacoli come se volassero, con la criniera mossa dal vento. Quel vento fresco, ma rassicurante, che scende dalle montagne circostanti.
Ho potuto immaginare tutto questo, inventarmi storie, sogni, fantasie impensabili, solo guardando una finestra, solo studiando una vetrina o sbirciando dietro le imposte di una vetrata. Ho goduto della mia fantasia ballerina, le ho dato libero sfogo cercando spunti ovunque, perchè sapevo che poi qua, davanti ad un monitor, ne avrei avuto bisogno.

Da sinistra: Marina, Ivana, Barbara, Elisa, io, Eliana e Daniela.

Ma, fortunatamente, la fantasia ha avuto il suo limite. Perchè tutto, intorno a me, era circondato dalla realtà, una meravigliosa realtà: l'amicizia. Quella vera, solida, che cresce piano piano ma che ha alla base radici forti, durature. Quella in cui basta uno sguardo per ridere, uno sguardo per capirsi, basta un silenzio per colmare una domanda nel vuoto.

No, questa non era fantasia, ma pura realtà.

giovedì 16 ottobre 2008

Odi et amo

Io so che, a volte (come direbbe il mio moroso, forse nemmeno quando dormo), posso sembrare dolce, carina, simpatica, tranquilla, riservata, gentile, cordiale, affabile e moderata.
Ma una cosa non sapete di me: non pestatemi i piedi. Non fatemi passare per la deficiente di turno e soprattutto non addossatemi colpe che non ho. In questi casi, dire che divento una bestia inferocita assetata di sangue, è decisamente poco.

Ma si sa, nella vita e nel mondo non siamo tutti uguali. Cento teste e cento idee diverse. Ma io so, ho avuto oggi la certezza, che non è detto che dentro una testa ci siano delle idee. Semplicemente per il fatto che non è detto che dentro una testa ci sia un cervello. Punto.

Può capitare a tutti nella vita di sbagliare, di commettere un errore. L'importante è accorgersene, assumersene le responsabilità e rimboccarsi le maniche per risolvere la situazione. Questo è quello che di norma dovrebbe accadere.
Poi ci sono le volte in cui uno sbaglia e piuttosto che fare un mea culpa preferisce dire che "Ma non sono più io il responsabile qua dentro".

Ma vieni a dirmelo in faccia, che ti raddrizzo quel sorriso ebete con il mio crick portatile! Vieni a dirmelo in faccia, tu che te ne freghi altamente di tutto e preferisci fare il Ponzio Pilato della situazione e lavartene le mani.

Se mi aveste visto oggi, vi saresti spaventati. Ero diventata un Conte Dracula in gonnella, pronta a saltare alla gola del mio nemico.

Perchè posso essere dolce, carina, simpatica, tranquilla, riservata, gentile, cordiale, affabile e moderata. Ma non pestatemi i piedi, o ve ne pentirete.

mercoledì 15 ottobre 2008

Secoli bui


Questo non è l'oblio della morte,
e nemmeno
il soffio della vita.
E' un canto funebre,
l'interludio musicale
tra la vita e la morte,
e questo Requiem
è tutto ciò che ci resta
dopo il corso vitale
dell'una
e il gelido nulla
dell'altra.
Il Requiem ha i suoi crescendo e diminuendo;
ha i suoi fanatici dagli occhi sgranati,
i pazzi imbrattati di sangue,
i cultori della sensazione, i rivoluzionari
e gli aspiranti conquistatori.
Non si tratta della nostalgica melodia
dei cari estinti, però:
questa è la Sinfonia dei Dannati.

(Manuale dei Secoli Bui - Anonimo)

domenica 12 ottobre 2008

Ah, che pancia piena!

Dopo una settimana in cui ho esaurito tutte le mie lacrime, in cui il dolore al cuore è stato più devastante di un uragano americano, in cui il sentimento di impotenza davanti alla morte ha raggiunto livelli mai immaginati prima e in cui lo sguardo era perennemente alla ricerca di un'anima ormai svanita, avevo bisogno di ridere!

Dopo una settimana di eterno dolore, avevo bisogno di far riposare gli occhi, di dar loro la luce che mancava da giorni, di far riprendere al cuore il battito normale e di dar fiato alla mia bocca sfogandola in sonore risate.
E chi poteva aiutarmi a fare tutto ciò se non i miei prodi compagni di viaggio, quelli con cui basta uno sguardo per capirsi, quelli che arrivano e si impossessano del mio letto relegandomi sul divano, quelli che indossano la stessa mia maglietta grigia appena acquistata, quelli che insistono per farmi giocare a Mucichin e quelli che nascondono sul cellulare foto strane di gente strana che vaga per i ristoranti con una spada a due mani? Chi se non Riccardo, Luca e Laura, i miei prodi torinesi?


 Cosicché, tra una porzione di polenta taragna contadina e una di casoncelli, tra una fetta di torta al cioccolato con le pere e un bicchierino di grappa, la mia tristezza ha lasciato posto all'allegria. Quella alimentata da battute, da buoni piatti e risate di cuore.



E passeggiando tra la natura locale, osservando il lento scorrere del fiume Adda e godendo dei colori che l'autunno ci regala, ho scoperto, o meglio ho avuto la conferma, che l'amicizia non ha confini, nè terrestri nè mentali. E che un weekend passato con chi riesce a farti superare certi momenti è cento volte meglio di una medicina.

Ah, che pancia piena di allegria che ho stasera!

venerdì 10 ottobre 2008

Chi dice cosa

Non amare per paura di soffrire è come non vivere per paura di morire.

- Jim Morrison

PS: ringrazio Mirko che, ieri sera, tra una frase e l'altra, tra una battuta e quella successiva, tra un extratterestre e un commento sulla musica metal, ha "buttato lì" questa frase ....

martedì 7 ottobre 2008

Fuoco che scalda

Fa freddo, le temperature si sono notevolmente abbassate. L'autunno, quello vero, è arrivato.
Gli alberi hanno cominciato a cambiare colore, dal verde intenso dell'estate stanno lentamente mutando verso il rosso autunnale. Le foglie cadono, e a terra si forma un enorme tappeto naturale ricco di sfumature, dal giallo intenso al caldo arancio, dal rosso passione all'amaranto sfavillante.
Fa freddo, ma non c'è ancora quel gelido pungente che mi raffredda la punta del naso. C'è quella leggera brezza ghiacciata che fa si che, in auto alla mattina, il riscaldamento cominci ad essere acceso, le finestre a casa ormai si tengono chiuse e, per togliere l'umidità, si accende il camino in salotto.


Fuoco che arde, legna che brucia, fiamme che sfavillano e lottano tra di loro per salire sempre più in alto. Fuoco che scalda, che illumina, che rischiara la notte.
Basta pensieri tristi, basta lacrime e basta sguardi spenti. Bisogna sorridere, bisogna essere allegri, bisogna avere pensieri buoni. Perchè il fuoco riscalda i nostri cuori oltre che le nostre case, perchè il fuoco riscalda le nostre anime oltre che i nostri pensieri, perchè il fuoco riscalda i nostri ricordi oltre che i nostri occhi.

Ringrazio chi mi è stato vicino in questi giorni, chi ha provveduto ad accatastare la legna vicino al camino del mio cuore, chi ha attizzato il fuoco e chi ha fatto sì che non si spegnesse. Ringrazio anche chi ha procurato la legna e chi, domani, svuoterà il secchio della cenere.